La differenza tra una gita e un viaggio non consiste nella durata, ma nelle emozioni che ciò che vedremo ci saprà donare. Non importa quindi la durata della nostra pausa dalla routine, ciò che importa è il bagaglio di conoscenze e sapori che porteremo a casa. Una breve premessa per avvicinarti ad una delle più appaganti attività che ti suggeriamo di non perdere trovandoti in Langhe Monferrato Roero. Andare alla scoperta dei formaggi tra queste colline vuol dire, infatti, addentrarsi in una dimensione antica, pressoché immutata nel tempo, entrare in contatto con una natura che incanta, sbirciare in un mondo dove sostenibilità e progresso sono riusciti a trovare un punto d’intesa. Pascoli, caprette, pecore nei verdeggianti e ondulati paesaggi dai mille colori e poi le fattorie e l’incessante lavoro di casari che con competenza, dedizione e virtuosità trasformano il latte in imperdibili tome, robiole e ricotte. E se dopo aver conosciuto questa dimensione vorrai saperne di più, contattaci per prenotare la tua visita presso le aziende affinatrici: in un solo luogo, mille sfumature di latte.

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I PRODUTTORI

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I PRODOTTI TIPICI

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  • TOMA PIEMONTESE DOP

    In origine, ma molto tempo fa, data la sua storia secolare, la Toma Piemontese Dop, veniva prodotta in montagna. Poi lentamente, anche in virtù dell’attività di transumanza, raggiunse le valli e iniziò ad essere prodotta un po’ ovunque in Piemonte, inclusi alcuni piccoli comuni delle province collinari di Asti, Alessandria e nell’Albese. Prodotta con latte esclusivamente vaccino si presenta con forme circolari a facce piane del diametro tra i 15 e i 35 cm e uno spessore tra i 6 e i 12 cm. Conseguentemente il peso di ciascuna forma è piuttosto variabile e va da un minino di 1,8 kg ad un massimo di 8 Kg. La stagionatura varia in funzione della pezzatura (da un minimo di 2 giorni in su). Durante la maturazione le forme vengono cosparse di sale e rivoltate spesso. Il gusto cambia a seconda dell’area di produzione e soprattutto del latte utilizzato: nella versione tradizionale […]

  • BRA DOP

    Meglio non farsi trarre in inganno: a Bra e neppure tra i verdeggianti paesaggi delle sue periferie non si produce formaggio. Si chiama Bra perché i braidesi sono ghiotti di queste tome che però, da tempo immemore, arrivano dai paesi delle valli montane poco distanti. Una passione che presto si tramutò in business. Ne compravano a iosa, soprattutto appena fresche e poi le facevano stagionare nelle loro cantine: qui infatti le condizioni climatiche e la perfetta temperatura dei depositi sotterranei divennero presto il luogo ideale per la stagionatura e conseguentemente anche per la commercializzazione che all’inizio avveniva con carri trainati da cavalli. Tante le piazze raggiunte da questo ottimo formaggio, apprezzato in tutto il Piemonte quanto in Liguria, Lombardia, ma anche più lontano perché, una volta stagionato, è in grado di sopportare lunghi viaggi senza alterare le sue qualità. Due le tipologie di prodotto: Bra “duro” e Bra “tenero”.  Entrambi […]

  • MURAZZANO DOP

    C’è un sapore antico nel degustare una fettina di Murazzano DOP e per trovarlo basta chiudere gli occhi e pensare ai verdi pascoli dell’Alta Langa, alle placide pecore autoctone, per anni a rischio di estinzione, e alle donne cui era delegata la cura degli animali, la preparazione del formaggio e anche la vendita. Nei giorni di mercato erano infatti le madamin che sciamavano verso Murazzano per vendere le tome di questo formaggio rimasto immutato nel tempo. Citato da Plinio il Vecchio, ha radici nella tradizione celtica e contadina: questo storico gustoso formaggio appartiene alla famiglia delle Robiole e, tradizionalmente, la filiera di produzione era curata dalle donne dei paesi di Langa. Il Murazzano DOP è un formaggio a pasta fresca prodotto utilizzando latte ovino in purezza oppure in percentuale non inferiore al 60% se abbinato a latte vaccino. Si presenta a forma cilindrica a facce piane con pezzature dal diametro […]

  • ROBIOLA DI ROCCAVERANO DOP

    Lì dove il Monferrato cede il passo alla Langa Astigiana e questa si specchia sui versanti severi dell’Appennino, riuscendo quasi a sentire il mare, lì su quei prati pascolano placide e un po’ riservate delle splendide caprette. A guardarle bene la loro non è proprio timidezza, la loro è quasi superbia mista a orgoglio. Sanno che il loro latte è alla base della produzione di uno dei formaggi più apprezzati, al punto che in termini di prestigio se la gioca con i celebri chèvres d’oltralpe e sanno anche che il gusto del formaggio dipenderà dalle erbe che avranno scelto di mangiare e quindi le selezionano con cura. Con il loro latte, abbinato in percentuali diverse con quello ovino e vaccino, infatti, si produce la Robiola di Roccaverano, un formaggio dalle origini antiche, risalenti al periodo celtico-ligure, che ha per primo ottenuto la denominazione di origine protetta (DOP). Stagionata o fresca, […]

NAVIGA NEL GUSTO

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